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Riflessioni su Apple iPad: il device che ha definito un nuovo mercato

by | 22 Jun 2016 | Tecnologia | 0 comments

Facebook X Apple iPad. Una storia tutta vincente. Un oggetto che ha letteralmente creato una nuova categoria device: i tablet. Il titolo di questo post sembra arrivare direttamente da un fanboy sfegatato, ma essendo un utilizzatore di device a 360°, proverò a dimostrarvi con obiettività che la mia affermazione è più che fondata. E vediamo perché… Facciamo […]

Apple iPad. Una storia tutta vincente. Un oggetto che ha letteralmente creato una nuova categoria device: i tablet.

Il titolo di questo post sembra arrivare direttamente da un fanboy sfegatato, ma essendo un utilizzatore di device a 360°, proverò a dimostrarvi con obiettività che la mia affermazione è più che fondata. E vediamo perché…

Facciamo un po di storia prima di Apple iPad

Molti di voi probabilmente non ricorderanno o non sapranno nulla dei primi Tablet immessi sul mercato. Dei veri e propri obbrobri, meri esperimenti che non si capiva dove volessero arrivare, soprattutto per la mancanza di software ad hoc che li rendesse realmente utili.

Queste macchine non presero mai piede, andandosi a ritagliare delle piccole nicchie nel mercato business, quelle nelle quali vi era budget sufficiente a finanziare lo sviluppo di applicazioni dedicate.

Grazie ad Apple iPad, oggi il concetto di Tablet è stato completamente ridefinito, il termine viene utilizzato per identificare device realmente smart ed è molto lontano dai primi esperimenti.

Da un po’ di tempo l’offerta in questo ambito è diventata ampia e per motivi lavorativi, mi sono trovato ad utilizzare molti tablet, come iPad,  ASUS TransformerNexus 7, Galaxy Tab 10. 1, Galaxy Note 10.1, etc.

Il merito della diffusione massiva di questi device sul mercato va dato sicuramente ad Apple, che con l’introduzione del suo primo iPad fece da apripista a questo segmento di mercato:

Riflessioni su Apple iPad - Foto primo iPad - Sopralerighe.it

Primo iPad

Vi spiegherò perché secondo me questa affermazione, anche se rivendicata più volte dalla stessa Apple, è vera più che mai.

Il primo modello di Apple iPad fu presentato dal caro Steve Jobs nel lontano 2010 e nell’immediato venne accolto da numerose critiche e perplessità.

Io stesso nel guardare la sua presentazione rimasi un po’ confuso, e non posso dimenticare i numerosi video di sfottò che uscirono all’epoca, fra i quali questo che mi fece morire dal ridere:

Invece Apple iPad fece ricredere tutti.

Il tempo dimostrò che l’azienda di Cupertino era stata lungimirante, facendo ricredere tutti. O quasi.

Non tutti avevamo capito che era stato introdotto sul mercato un device che strizzava l’occhio ad una fascia specifica di utenti, non servita adeguatamente dai mezzi dell’epoca, che possiamo suddividere in queste due famiglie:

  • Notebook Users: una parte di queste persone utilizzava queste macchine spesso per fare cose che non richiedevano la potenza di un notebook, come la gestione della posta elettronica e la navigazione in internet.
  • Smartphone Users: una parte di queste persone faceva cose diventate finalmente possibili con gli smartphone, come gestire la posta e navigare in internet, ma in alcuni casi sentivano la mancanza di un device che consentisse di fare queste cose con la maggiore praticità derivante dall’uso di un notebook.

Mentre noi ci gongolavamo nelle nostre cattiverie gratuite, come quella che bollava iPad come un iPhone ingrandito con il Pinch-to-Zoom, Apple era consapevole di aver creato un device che combinava la praticità di uno smartphone con il grande schermo dei notebook.

Il successo di Apple iPad: le app dedicate

Cosa successe in sostanza? Semplice, le stesse app presenti su iPhone ed iPod, su questo tablet rinascevano a nuova vita. Grazie ad uno schermo generoso queste app mostravano più informazioni ed offrivano maggiori possibilità agli utenti, avvicinandosi alle stesse potenzialità di quelle presenti notebook e sistemi desktop, ma allo stesso tempo senza diventare più complicate. Infatti queste app mantenevano sempre la stessa filosofia di praticità e semplicità alle quali ci avevano già abituato gli smartphone della mela.

Un successo non dovuto solo alle App

Quello delle App sotto steroidi per me fu il motivo preponderante del successo di questo device, ma tutto questo non sarebbe stato possibile se questa killer feature non fosse andata a combinarsi con queste altre: 

  • Accesso a reti mobili. I modelli “cellular”, consentivano di inserire una Sim dati, fornendo la possibilità di rimanere connessi ad internet anche senza l’utilizzo di uno smartphone. Questa all’epoca andava considerata come una killer feature, poiché il tethering (la condivisione della connessione smartphone) era una pratica non molto diffusa che veniva addirittura bloccata da alcuni operatori.
  • Portabilità estrema: Beh, oggi siamo nel 2015, ed accostando queste parole al primo iPad la cosa potrà farci un po’ sorridere. Ma se ci pensate bene, i notebook del 2010 erano decisamente più pesanti ed ingombranti. Soluzioni che all’epoca potevamo considerare “slim”, rimanevano comunque di dimensioni rilevanti ed erano accessibili solo ad utenti con un notevole budget a disposizione.
  • Grande autonomia: Le generose dimensioni di questo device, consentirono ad Apple di inserirvi una batteria che garantiva fino a 10 ore di utilizzo ed addirittura un mese di stand-by. Numeri difficilmente eguagliabili da altri dispositivi pensati per l’uso in mobilità.

Il primo tablet di Apple si dimostrò in poco tempo un enorme successo, contro ogni aspettativa, forse anche quelle di Apple stessa.

Gli sviluppatori ed il loro grande consenso verso Apple iPad.

Secondo me il merito di questo successo va diviso al 50% con gli sviluppatori (come minimo). Sì, proprio loro, un numero sempre crescente di aziende di ogni dimensione.

Questi “addetti” ai lavori avevano iniziato a capire le grandi potenzialità che ruotavano intorno al mercato che si era venuto a creare con App Store di Apple. Questo “esercito” fece e tuttora fa la fortuna di iPad, poiché a loro si deve la presenza di un ecosistema applicativo di dimensioni epiche.

<a href="https://sopralerighe.it/author/b-dalia/" target="_self">Bartolomeo D'Alia</a>

Bartolomeo D'Alia

Da sempre grande appassionato del mondo Hi-Tech, si occupa di software ed integrazione dei sistemi IT. E' un teorico della salita della scimmia, un fenomeno che porta le sue vittime a desiderare follemente gli oggetti che ruotano intorno alle proprie passioni.

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