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Il sacrosanto diritto alla disconnessione (che non c’e)

Riflessioni sul mondo dello Smart working e dintorni: regole da fissare e richieste che non possono diventare senza tempo Lo strumento dello smartworking è sempre stato guardato con sospetto dai datori incapaci di trasferire competenze e responsabilità in capo ai propri dipendenti. Il limite alla diffusione dello smartworking è stato soprattutto questo. Se pensiamo all’impatto […]
Il sacrosanto diritto alla disconnessione (che non c’e)
Riflessioni sul mondo dello Smart working e dintorni: regole da fissare e richieste che non possono diventare senza tempo
Lo strumento dello smartworking è sempre stato guardato con sospetto dai datori incapaci di trasferire competenze e responsabilità in capo ai propri dipendenti. Il limite alla diffusione dello smartworking è stato soprattutto questo. Se pensiamo all’impatto che questa possibilità ha per le lavoratrici madri, ci rendiamo conto di quante dimissioni protette in barba agli ispettorati del lavoro si sarebbero potute evitare e a quante mamme/papà sarebbe potuto essere concesso il diritto di continuare a svolgere il lavoro che amano, non rinunciando a seguire l’educazione dei propri figli.
L’emergenza da COVID-19 ha sdoganato l’utilizzo dello smartworking.
In realtà, il telelavoro nasce già alla fine del secolo scorso con una dimensione piuttosto rigida: la postazione del lavoratore viene spostata presumibilmente a casa sua, inalterati gli orari di lavoro.
Siamo al 2017 e lo smartworking, o lavoro agile, viene introdotto nel nostro ordinamento con la L. 81 ed è un’evoluzione del telelavoro in quanto la postazione di lavoro ora è libera e l’orario da osservare scompare, lasciando i soli limiti di durata massima dell’orario di lavoro giornaliero e settimanale. E’ sempre ammesso il potere di controllo del datore di lavoro.
Ma non ve ne è alcun bisogno, perché lo smartworker apprezza la possibilità che gli viene concessa e non può permettersi di lasciar passare il tempo smanettando sui social mentre riscalda la postazione sulla sua sedia.
Dal lunedì non stop attende a tutte le ordinarie faccende domestiche. Allora gli viene riconosciuto il voucher baby sitting, perché un aiuto ci vuole. Quando sei presente fisicamente i bambini pretendono la tua partecipazione, anche mentale. Allora di “smart” non ti restano altro che tv e iphone, ai più fortunati la lavatrice smart.

Dovendo fare tutte queste cose, il risultato è che lavori il triplo. Il cervello ti fuma per lo sforzo. E se internet è in panne, non è un buon motivo per chiudere tutto e tornare allegramente a casa, è il motivo per minacciare di querela l’operatore che ti nega il ripristino dell’hotspot (hai appena appuntato il suo numero operatore identificativo). Lavori volentieri di notte, quando lavorare da solo, nel silenzio, senza urla, senza telefonate, ti appare quasi un lusso, una coccola.
E di venerdì notte, quando sul riflesso dello schermo iniziano ad apparire delle macchie blu forse capisci che, ahite, devi purtroppo staccare e, sfinito, te ne vai a letto.
Finalmente arriva il week end. Un sabato col sole che spacca le pietre, ma le passeggiate sono off limits, quindi ti tocca ascoltare la diretta facebook di un amico solo di recente aggiunto, Giuseppe Conte, che proprio oggi decide di anticipare 80 pagine di misure per le imprese e per i professionisti e gli indigenti… Ed ancora fioccano istanze da fare e sono a rischio bypass per ogni fakenews sui fondi che son finiti.
E’ domenica, però gli esercizi commerciali essenziali sono aperti e chiedono consulenza. Domani si ricomincia. Per te che di essenziale c’è solo il caffè preso al bar di primo mattino, la tazzina comparirà davanti al pc. Ma, intanto, è arrivata sera, puoi dormire. Ore 03.25, dormi da un paio d’ore. Il cellulare si illumina. Notifica gmail: nota di rettifica inps. Un’altra notte insonne.P. S. ad oggi non esiste ancora il diritto alla disconnessione.

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Sull'autore

a.trotta

Se tutti impariamo a difenderci nessuno attacca. Giuslavorista del Foro di Napoli, attiva nella branca del lavoro da circa dieci anni, docente nei corsi professionali promossi dalla Regione Campania. Segue il mercato dell'arte e della moda.

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