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Il lato B nella cultura della bellezza: USA e Italia a confronto

Piccolo viaggio tra i canoni ideali e gli stereotipi attuali di bellezza tra due culture lontane, ma non troppo Parlare di lato B può generare tutta una serie di discussioni. In questo confronto sul culto del lato B ideale, quelle basate sul giudizio personale, del tipo “che schifo/lo adoro” non sono poi così utili per […]
Il lato B nella cultura della bellezza: USA e Italia a confronto

Parlare di lato B può generare tutta una serie di discussioni. In questo confronto sul culto del lato B ideale, quelle basate sul giudizio personale, del tipo “che schifo/lo adoro” non sono poi così utili per capire perché certe cose accadano. Bisogna prendere le distanze dai giudizi personali, porci delle domande e accettare che esistano cose di cui non eravamo a conoscenza, come ad esempio, le differenze tra il modello di sedere ideale americano a confronto con quello italiano.

Entriamo nel merito del lato B. Cosa differenzia attualmente il culto di un fondoschiena ideale tra gli Stati Uniti e l’Italia? Banalmente, la grandezza

 Se prendiamo ad esempio le star del vasto mercato della bellezza, distinguendole tra italiane e statunitensi, noteremo subito una differenza palese che, al tempo stesso, divide l’opinione pubblica anche molto animatamente. Negli States sono tornate di moda le bellezze giunoniche, cioè le maggiorate italiane degli anni ‘50. Si tratta di donne con forme tondeggianti caratterizzate da un lato B altrettanto grande e tondo, come Beyoncé, Kim Kardashian e Nicki Minaj.

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Il fenomeno del super lato B è diffuso a macchia d’olio perché queste splendide modelle le ritroviamo non solo nella musica pop/commerciale e nella cronaca rosa a stelle e strisce, ma anche e soprattutto tra i più svariati settori tra cui sport, intrattenimento, make-up e moda. Ana Cheri o Antje Utgaard, due promettenti show girl americane molto conosciute, si mostrano con un corpo sì, mozzafiato, ma distante di molto rispetto ai canoni italiani. Una prova schiacciante? Guarda questo confronto.

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Se osserviamo le star appena citate assieme alle nostrane icone di stile come Chiara Ferragni, Belen Rodriguez o Melissa Satta, la differenza appare subito davanti agli occhi. Le forme delle influencer italiane sono longilinee, i muscoli tonici e i corpi sono scolpiti da tanto cross-fit. I fianchi sono snelli e le gambe lunghe e sfinate. Sono questi i canoni che le giovani followers italiane cercano di seguire e che i grandi brand diffondono come prodotto di massa. Sicuramente, se ci pensi bene, ti vengono in mente tante altre social stars simili per corporatura e per popolarità, specialmente su Instagram, come Federica Nargi o Giulia de Lellis, e come loro, tante altre “figure” minori che sognano diventare top influencer di bellezza.

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(fonti statistiche Instagram di Social Blade)

Tirando le somme sul lato B e sui suoi canoni di bellezza e di forma ideale…

Mi sono spesso imbattuta in articoli che puntano la lente sugli standards di bellezza globali come questo ( http://www.artfido.com/blog/woman-gets-her-body-photoshopped-in-18-countries-to-examine-global-beauty-standards/ ) e devo ammettere di esserne rimasta molto colpita. Come l’Italia, anche la Cina impone magrezza assoluta e corporatura longilinea. Le ragioni di questo divario culturale risiedono soprattutto nelle logiche del marketing della bellezza, che abbraccia tanti mondi paralleli come quello della moda, del make up, del fitness e via discorrendo. La bellezza è un valore imprescindibile del marketing ma è, per definizione, soggettivo. I criteri del marketing mirano a creare un desiderio latente collettivo, in grado di spingere i consumatori a fare di tutto per esaudirlo. Così come nessuno di noi può più fare a meno dello smartphone, così il mercato della bellezza spinge a seguire modelli ideali per farci sentire socialmente accettati.

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Curvy e plus-size: i nuovi sinonimi dell’antiquato “taglie forti”

Bisogna senz’altro menzionare un simile ritorno anche in Italia, conosciuto con l’aggettivo di curvy, cioè un tipo di modella o di bellezza più tondeggiante. In Italia le curvy sono approdate nei concorsi di bellezza nazionali, nelle riviste, nella moda e nelle sfilate, sebbene l’opinione pubblica faccia ancora una certa difficoltà ad accettarne l’ascesa. Il dibattito è chiaramente alternato tra chi ammira la loro voglia di rompere con determinati canoni e chi ritiene che diffondere un simile modello di bellezza porti a valorizzare erroneamente l’obesità e le malattie cardio-vascolari derivanti.

Una di queste, che ha un discreto seguito sui social, è Elisa D’Ospina. Bellezza curvy, esperta di moda su Rai2 e freelance per un magazine, la D’Ospina porta avanti il messaggio per cui il nostro corpo sia un’opera unica che solo noi stessi sappiamo abbellire. Piuttosto che cercare di assomigliare a modelli già esistenti, dovremmo puntare a valorizzare i nostri punti forti. Le curvy mostrano canoni diversi che fanno emergere ugualmente bellezze mozzafiato. Seguire una vita alimentare e sportiva equilibrata, infondo, è un dovere di tutti e non una questione di gusto personale. Tu come la pensi? Lasciami il tuo parere nei commenti!

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Sull'autore

Silvia Ciuffetelli

Copywriter e consulente di web marketing a tempo pieno. Aspirante giornalista politica. Fermamente convinta che le migliori idee nascano a pancia piena.

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