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Porta a porta nei gruppi su Facebook: guerra al lavoro a provvigione

by | 4 Apr 2017 | Attualità | 0 comments

Facebook X Come molti di voi, faccio parte di gruppi su Facebook che offrono lavoro. Questi gruppi, com’è noto, sono capillarmente distribuiti su tutta la penisola e, solitamente sono noti con il nome di “Cerco/offro lavoro a…”. Sono nati spontaneamente, sebbene oggi la loro diffusione sia tutt’altro che improvvisata. Di solito sono gestiti con regole […]

Come molti di voi, faccio parte di gruppi su Facebook che offrono lavoro. Questi gruppi, com’è noto, sono capillarmente distribuiti su tutta la penisola e, solitamente sono noti con il nome di “Cerco/offro lavoro a…”. Sono nati spontaneamente, sebbene oggi la loro diffusione sia tutt’altro che improvvisata. Di solito sono gestiti con regole ferree e le rispettive community sono amministrate da benevoli cittadini che si prestano a questo servizio sociale volontariamente.

Esempio della ricerca di lavoro su Facebook

Esempio della ricerca di lavoro su Facebook

 

Come molti di voi faccio parte di questi gruppi perché il lavoro, di questi tempi, non è mai abbastanza. Spesso gli annunci possono essere utili per qualche amico in difficoltà ma generalmente interagisco poco e limito la mia partecipazione ad una attenta lettura passiva, perché da questo tipo di comunità spontanee si può leggere la società con un occhio particolareggiato. Si tratta di una lettura attualissima, che aiuta a capire l’andamento economico del Paese da un punto di vista sociale e che ha suscitato in me una spasmodica curiosità in seguito alla dichiarazione di guerra mossa dai disoccupati contro l’odiato e discusso lavoro porta a porta.

A scatenare la guerra è stata la puntualità giornaliera con cui venivano postati annunci che garantivano di offrire un comodo lavoro da svolgere da casa grazie al quale la vita di molte persone è felicemente cambiata. L’offerente che postava annunci di questo tipo si premurava di non dare ulteriori dettagli che eventualmente avrebbe chiarito in chat privata. Sotto a post del genere, all’inizio apparivano sequele di commenti uguali, tutti riportanti le stesse solite frasi come “Seguo”, “Info”, “ti ho scritto in privato”. Fin qui tutto bene, perché l’offerente dava tutte le informazioni sul lavoro offerto in chat privata a chi avesse manifestato interesse per l’offerta.

 

Altro esempio di offerta di lavoro a provvigione su Facebook

Altro esempio di offerta di lavoro a provvigione su Facebook

Ciò che ha scatenato una rivolta tra i disoccupati è stata la continua e perpetrata sensazione di essere presi per i fondelli…

…perché queste offerte di lavoro si traducono sempre in estenuanti vendite provvigionali per conto terzi, giornate di prova non pagate e garanzie contrattuali inesistenti. Sostanzialmente questo tipo di offerte in realtà cela meccanismi piramidali di vendita a cavallo tra il porta a porta e la vendita multilivello. Entrare in un network così configurato presuppone non solo la magrezza dei guadagni a provvigione; nel peggiore dei casi è previsto l’acquisto a carico del lavoratore di un kit dimostrativo con cui provare a vendere il prodotto. Sarebbe questa l’ultima goccia del vaso che ha fatto traboccare di rabbia i disoccupati scoraggiati, cioè l’assurda di richiesta di fare un investimento economico per poter lavorare oltre a dover sopportare la sensazione di instabilità causata da un fantomatico lavoro di vendita porta a porta su provvigione. Ecco che il vento inizia a cambiare e, dopo quintali di bidoni collezionati, i disperati disoccupati hanno iniziato a scendere in rete con i forconi digitali per una vera e propria caccia all’orco truffatore.

 

Alcuni utenti in protesta contro le offerte di lavoro truffa

Alcuni utenti in protesta contro le offerte di lavoro truffa

 

I sedicenti offerenti, gli orchi, vengono oramai bannati in fretta e furia da questi gruppi e, nel migliore dei casi si riesce a malapena a fare in tempo a leggere le sequele di insulti a cui sono sottoposte le loro offerte di lavoro pubblicate. Il fenomeno più interessante riguarda il gruppo di offerte di lavoro di Firenze, dove addirittura si è scatenata una vera e propria rivolta contro gli amministratori e una conseguente irreversibile scissione, che ha portato alla nascita del gruppo fiorentino bis, “Cerco offro lavoro a Firenze official. Gli amministratori del gruppo originario sono stati accusati di complicità con questi offerenti truffaldini, nonché rimproverati per aver abbandonato la comunità a sé stessa. Dal volgo si è pertanto levato un agitatore che ha preso in mano la situazione e, come va di moda in questi tempi, ha pianificato la scissione, invitando la minoranza riottosa a confluire nel nuovo gruppo.

Patti chiari, amicizia lunga

Nel nuovo gruppo è vietato pubblicare offerte di lavoro in catene di vendita piramidale, pena il ban a vita. Gli annunci di lavoro si sono così drasticamente ridotti a poche sporadiche offerte lavorative nel settore della ristorazione. I disoccupati questa volta tornano ad esser scontenti perché di lavoro non c’è ancora traccia. Qualcuno prova a rispondere loro che nella vita, per arrivare ad una stabilità economica devi ingoiare quintali di rospi prima di poter dire che ce l’hai fatta. La nostra società è diventata piuttosto ostile verso il prossimo, verso il pubblico sostegno. Chiaramente è sbagliato provare a cercare lavoro su Facebook e a queste persone consiglierei con tutta l’umiltà del mondo di alzare il sedere dal proprio divano, di spegnere il PC e di guardarsi intorno, a partire dal viottolo di casa. Lamentarsi è sempre una perdita di tempo e questa guerra virtuale, questa caccia al truffatore, ne è la prova. L’impeto mostrato verso i lavori provvigionali, multilivello o porta a porta poteva essere certamente indirizzato verso la ricerca di un lavoro vero, tramite strumenti adeguati e meccanismi di inserimento trasparenti.

 

Non sempre il web può aiutare nella ricerca di un lavoro, a volte è il caso di uscire di casa

Non sempre il web può aiutare nella ricerca di un lavoro, a volte è il caso di uscire di casa

 

È simbolicamente affascinante il fatto che una comunità, seppur virtuale, cerchi in qualche modo di isolare i truffatori, forse perché questo tipo di lavoro in Italia è pur sempre legale grazie a micro-scappatoie burocratiche grazie alle quali si riesce a scavalcare la forza della legge. Posto che sia legale lavorare come venditore porta a porta, che sia altrettanto legale incentivare un lavoratore all’acquisto di un kit dimostrativo per migliorare l’immagine di vendita, e che sia legale pubblicare un annuncio di lavoro che nasconde le reali mansioni e condizioni contrattuali del lavoratore, non è forse il caso di chiedersi se questi gruppi che offrono lavoro siano sbagliati alla radice?

Cercare lavoro su Facebook non è sbagliato, bensì fuorviante

In questa piattaforma circolano tante cose vere e altrettante false da cui bisognerebbe aver imparato a difendersi. Se voleste avvalervi di uno strumento valido in tema di lavoro su Facebook, vi consiglio di seguire la pagina “Lavoro Anomalo”. In questa comunità, diventata un lavoro a tempo dietro per chi la gestisce, vengono segnalate di volta in volta le aziende che pubblicano annunci fuorvianti, attirando disperati di ogni dove, per poi propinare lavori di vendita porta a porta di contratti di forniture di servizi. Benzina, telefonate, pranzi fuori e tempo perso sono totalmente a carico del povero lavoratore che molto spesso resiste meno di un giorno presso queste agenzie che nascono e chiudono in tempi brevissimi, per poi riaprire sotto mentite spoglie poco dopo. Non esistono orari, premi o rimborsi spese. Chi si presenta ad un colloquio del genere si candida come aiuto in segreteria, come impiegato d’ufficio, come magazziniere ecc.. Salvo poi ritrovarsi in macchina con il recruiter per un assurdo quanto imprevisto giorno di prova non retribuito, buttato in strada a cercare di quagliare contratti.

la truffa del lavoro porta a porta

 

In Lavoro Anomalo ci sono i dati identificativi al registro delle imprese, le modalità di svolgimento di un colloquio e i chiarimenti di cittadini che hanno perso una giornata presentandosi a colloqui che si sono rivelati una vera e propria truffa. Pare che i settori che vanno per la maggiore siano quelli della vendita di integratori, cosmetici, profumi tarocchi, contratti per fornitura di luce e gas o macchine da caffè. In Italia non sono legali i sistemi di vendita a “Catena di Sant’Antonio” ma non trovo menzioni legislative alle condizioni contrattuali di questo tipo di occupazioni. La differenza tra un network marketing classico e un multilivello è che nel primo caso guadagni a seconda delle tue vendite, mentre nel secondo guadagni sia in base alle provvigioni tue che di quelle della rete di venditori che hai coinvolto e istruito. I lavori porta a porta sono ancora più confusi in materia di garanzie contrattuali e mansioni. Il mio consiglio è di passare oltre e di evitare di lanciarsi in questo settore a meno che non si tratti di brand nazionali seri, affidabili e conosciuti. Non è male vendere aspirapolveri o materassi ma bisogna pur sempre guadagnare bene e vivere dignitosamente.

Come si diceva tempo fa, ciò che conta è non dar da mangiare al troll

Queste persone si nutrono della disperazione di chi ha paura di perdere la casa, di non poter nutrire i propri figli o peggio, di non poter più vivere senza un’occupazione. Piuttosto che dichiarare una guerra virtuale a suon di turpiloqui da tastiera, non sarebbe meglio imparare a riconoscere queste truffe e non inoltrare candidature? C’è anche da considerare che alcuni settori di vendita siano interamente costruiti sul sistema piramidale, come la Yves Rocher o la Tupperware. In questa aziende, sebbene le provvigioni non siano da capogiro e si guadagni troppo poco per vivere, si può avere una garanzia ottima di arrotondamento a fine mese. I prodotti sono apprezzati e conosciuti per la loro qualità e le aziende sono ben radicate sul territorio, anche con negozi in cui è possibile acquistare direttamente. Il turn-over di questo tipo di aziende è altissimo perché solo una minima parte di collaboratori riesce davvero a fare avanzamenti di carriera. Come difendersi da questo scenario? La guerra su Facebook serve a ben poco. Valuta l’azienda, dai un’occhiata al sito web o ai riferimenti reperibili su Internet. Fai una telefonata prima di perdere una giornata e inoltra curriculum solo ad aziende in linea con il tuo profilo lavorativo. Non dare da mangiare a questi troll e ricorda che i sistemi di vendita piramidali, porta a porta o multilivello, non pagano il mutuo o l’affitto ma danno qualche piccolo guadagno mensile in più. In ogni caso la rete è libera, illimitata e fornita di tutte le risposte a tutte le domande. Basta chiedere, no?

 

Credit ommagini: Screen Facebook su Cerco/offro lavoro a Firenze

<a href="https://sopralerighe.it/author/s-ciuffetelli/" target="_self">Silvia Ciuffetelli</a>

Silvia Ciuffetelli

Copywriter e consulente di web marketing a tempo pieno. Aspirante giornalista politica. Fermamente convinta che le migliori idee nascano a pancia piena.

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