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Decreto cura Italia? No, solo una supposta e il fisco non si ferma, anzi

by | 19 Mar 2020 | Economia | 0 comments

Facebook X Ma come è possibile inserire nel decreto definito Cura Italia un articolo che allunga di due anni la prescrizione dei termini di accertamento? Ma non occorreva, anche, salvaguardare le attività economiche chiuse per decreto, (alberghi, ristoranti, bar e tante altre attività commerciali) o è il pretesto per recuperare somme con gli interessi e sanzioni […]
Ma come è possibile inserire nel decreto definito Cura Italia un articolo che allunga di due anni la prescrizione dei termini di accertamento?
Ma non occorreva, anche, salvaguardare le attività economiche chiuse per decreto, (alberghi, ristoranti, bar e tante altre attività commerciali) o è il pretesto per recuperare somme con gli interessi e sanzioni che a singhiozzo si elargiranno?

Ebbene si, lo confermo, lo sottoscrivo e lo urlo al mondo. E’ una vergogna! Siete Incapaci!

Ecco in sintesi  gli indirizzi del Cura Italia con le critiche:

Proroga dei versamenti

I termini di scadenza dei contributi delle ritenute ed iva scadenti il 16 marzo sono stati prorogati di soli 4 giorni, per i contribuenti con ricavi superiori a 2 milioni di euro, e di 78 giorni scadenza del 31 maggio per tutti gli altri. Attenzione, I contributi previdenziali già trattenuti in busta paga dal datore di lavoro, prima che venisse attivata la sospensione dell’adempimento devono essere obbligatoriamente versati per non incorrere nel reato di appropriazione indebita. Intervento sterile perché non risultano prorogati tutti gli altri versamenti fiscali rateali in scadenza, eccezion fatta per la rottamazione. Le aziende credo che dirotteranno le risorse finanziarie rimanenti per pagare i dipendenti e non certo le imposte.

Bonus di 600 euro per i professionisti.

I titolari di partita iva hanno la possibilità di chiedere 600 euro, solo per il mese di marzo, ma solo quelli non iscritti ad un Albo Professionale.  Caos totale!  Risorse stanziate insufficienti e certamente non si riuscirà a coprire tutti i professionisti, e non solo . Si parla di un click day per la richiesta, cioè di un giorno ed ora prestabilito e le domande saranno soddisfatte dell’inps in ordine cronologico.  Ciò significa che tutti gli studi dovranno elaborare una Schindler list dei professionisti. Che senso ha?.

Credito d’imposta per gli esercenti attività commerciali per i canoni di locazione del mese di marzo.

Possibilità di chiedere un credito d’imposta pari al 60%  per gli esercenti attività commerciali da calcolarsi sui canoni di locazione, ma solo per gli immobili di categoria C1?  Immaginiamo allora un albergo con dipendenti, chiuso per decreto, che detiene in locazione l’immobile che è di categoria D non ha diritto al credito d’imposta, ma per il momento solo alla sospensione dei pagamenti scaduti il 16. Intanto le tasse comunali, ad esempio la tassa sullo smaltimento ad esempio mica risultano sospesi? Questa categoria di contribuenti chi la sta curando? Credo che gli amministratori dell’albergo non pagheranno né il fitto né le imposte né le tasse comunali, ma solo i propri dipendenti fino a quando potranno resistere? Misura francamente inutile, anche perché come e quando utilizzare detto credito non è dato sapere.

Cassa integrazione guadagni nemmeno l’ombra

Altro capolavoro. Cassa integrazione guadagni in deroga, gli addetti ai lavori attendono ancora le modalità operative che si spera non saranno come quelli previste per i professionisti. Eppure tale strumento doveva avere la precedenza su tutte le altre disposizioni nel Cura Italia e invece non si sa quando sarà possibile presentare la domanda per la cassa integrazione in deroga da covid-19.

La soluzione era semplice aprire le borse ed elargire danaro fresco a chi lo stato ha fatto chiudere con decreto ed a chi in questi giorni è in difficoltà a conseguire fatturato per restrizioni di mercato e perdite di commesse.

Invece il governo ha ben pensato di aumentare di due anni i termini dell’accertamento pur conoscendo che le attività di accertamento continua presso le stanze burocratiche e gli uffici che risultano solo chiusi al pubblico. Inserendo la supposta nel decreto cura Italia.

Era necessario dare il segnale di fiducia agli imprenditori con propri dipendenti, speranza e certezza di poter ripartire a breve più forti di prima e non dare il segnale che forse non si aprirà più o come e quando si riprenderà.

Quindi non era necessaria curare l’Italia con il suppostone.

E vergognatevi ancora perché non avete fornito i medici le dovute attrezzature di protezione che non richiedevano risorse economiche esagerate. Semplici incapaci.

Sintesi del decreto Cura Italia

<a href="https://sopralerighe.it/author/marco-del-giudice/" target="_self">Marco Del Giudice</a>

Marco Del Giudice

Il mio motto: Mai prua al vento. Appassionato di Diritto Tributario ed economia Dottore commercialista e Revisore dei Conti Enti Pubblici e Privati, CTU e Curatore Fallimentare presso il Tribunale di Nola Laureato in Economia e Commercio presso la facoltà Federico II di Napoli tesi di laurea in Diritto Tributario. Svolge la libera professione dal 1995, titolare di Studio Tributario in Castello di Cisterna (Na)

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