
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
E’ notizia di questi giorni il pieno appoggio del New York Times alla candidata democratica Hillary Clinton, un segnale davvero importante da parte di uno dei giornali più letti degli Stati Uniti d’America.
Con un articolo intitolato “Hillary Clinton for president”, il New York Times annuncia il suo endorsement alla candidata democratica alla Casa Bianca, precisando che tale endorsement poggia sul “rispetto per la sua intelligenza, esperienza e coraggio“.
“In un normale anno elettorale, avremmo messo a confronto i due candidati presidenziali tema per tema. Ma questo non è un normale anno elettorale. Un paragone di questo tipo sarebbe un vuoto esercizio in una corsa in cui un candidato – la nostra prescelta, Hillary Clinton – ha un’esperienza di ‘servizio’ e una serie di idee pragmatiche e l’altro, Donald Trump, non rivela nulla di concreto su sé o i suoi piani, mentre promette la luna e offre le stelle“.
Hillary Clinton viene definita come uno dei politici più tenaci della sua generazione, nonostante qualche passo falso e gli attacchi alla sua credibilità.
“il peggior candidato sostenuto da un grande partito nella storia americana moderna” così viene definito il miliardario candidato repubblicano dai giornalisti del NYT e continuano dicendo che il loro endorsement è un vero e proprio tentativo di persuasione per invitare al voto pro Clinton i riluttanti e i dubbiosi.
“Attraverso la guerra e la recessione, gli americani nati dall’11 settembre sono stati costretti a crescere rapidamente, e meritano un presidente adulto, maturo” sottolinea il Nyt. “L’impegno che dura da una vita di Hillary Clinton a risolvere i problemi del mondo reale la qualifica a essere presidente“.
“La campagna 2016 ha portato in superficie la disperazione e la rabbia dei poveri e della classe media americana, che ritiene che il governo abbia fatto poco per allentare il peso della recessione, del cambiamento tecnologico, della concorrenza straniera e della guerra. Nei suoi 40 anni di vita pubblica, Hillary Clinton ha studiato queste forze e valutato risposte a questi problemi”
Un mix di parole davvero forti che non lasciano spazio a dubbi.
La nostra domanda è: un atteggiamento del genere in Italia sarebbe stato tollerato?
Leggere frasi del genere, in Italia, avrebbe portato ad accuse gravissime, richieste di dimissioni e polemiche da tastiera.
Intanto facciamo un ripasso e vediamo quanto effettivamente le opinioni di un giornale storico come il New York Times abbiano influenzato la politica americana
1952 – 1956 Dwight D. Eisenhower (repubblicano): eletto e confermato al secondo mandato
1960 John F. Kennedy (democratico): eletto
1964 Lyndon B. Johnson (democratico): eletto
1968 Hubert H. Humphrey jr. (democratico): battuto da Nixon
1972 George S. Mcgovern (democratico): battuto da Nixon
1976 – 1980 Jimmy Carter (democratico): eletto e al secondo mandato è stato battuto da Ronald Reagan
1984 Walter Mondale (democratico): battuto da Ronald Reagan
1988 Michael S. Dukakis (democratico): battuto da George H. W. Bush
1992 – 1996 Bill Clinton (democratico): eletto e confermato al secondo mandato
2000 Al Gore (democratico): battuto da George W. Bush
2004 John Kerry (democratico): battuto da George W. Bush
2008 – 2012 Barack Obama (democratico): eletto e confermato al secondo mandato
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
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