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Silence: Martin Scorsese ci parla del film della sua vita

Silence uscirà nelle sale italiane il prossimo 12 gennaio. E mentre moriamo dalla voglia di vederlo, sentiamo cosa ci racconta Martin  Scorsese… Silence, ovvero il Silenzio di Dio, che sembra non parlarci mai. O, forse, siamo troppo distratti per riuscire ad ascoltarlo. Questo è il tema del film, ambientato nel Giappone del XVII secolo, dove […]
Silence: Martin Scorsese ci parla del film della sua vita

Silence, ovvero il Silenzio di Dio, che sembra non parlarci mai. O, forse, siamo troppo distratti per riuscire ad ascoltarlo.

Questo è il tema del film, ambientato nel Giappone del XVII secolo, dove tre padri gesuiti sono vittime di tremenda persecuzione per via della loro fede cattolica.

Nel cast Andrew Garfield, Adam Driver e Liam Neeson (Oscar per Shindler’s list). Date un’occhiata al trailer, forse colpirà anche voi, come ha colpito me…

Silence, il film di una vita

Scorsese ha raccontato di aver letto il romanzo storico di Shusako Endo (da cui è stato tratto il film) nel 1988. Aveva già provato a scriverne una sceneggiatura nel 1990. Ma non si sentiva ancora pronto per affrontare dei temi così profondi.

Per più di vent’anni Silence è stato un compagno di viaggio, di vita e di riflessione per Scorsese.

Poi la battaglia legale per i diritti ed oggi, finalmente, il film è compiuto. Il co-scenegiatore è Jay Cocks, già suo collaboratore in L’età dell’innocenza e Gangs of New York.

Dio è un carnefice?

Ad inizio dicembre, Scorsese ha rilasciato un’intervista al gesuita Padre Antonio Spadaro (per La civiltà cattolica). È un po’ lunga (23 pagine), ma vi consiglio davvero di leggerla, perché ti dà la sensazione di essere lì, nell’appartamento di New York di Scorsese a sorseggiare un buon caffè italiano mentre si parla di cinema (e di vita).

L’intervista potete scaricarla gratuitamente a questo link.

Ve ne riporto qualche frammento che mi ha colpito per lo spessore della riflessione: «Dio non è un carnefice. Vuole che abbiamo pietà di noi stessi. E questo per me ha costituito una sorta di rivelazione. Era la chiave. Perché, anche mentre noi sentiamo che Dio sta punendoci e torturandoci, se riusciamo a dare a noi stessi il tempo e lo spazio di rifletterci sopra, ci rendiamo conto che siamo noi i soli carnefici, ed è verso di noi che dobbiamo essere pietosi».

La violenza del cinema di Scorsese

Più volte mi sono chiesto perché nel cinema di Scorsese ci fosse sempre tanta violenza fisica e verbale (ce n’è molta anche in Silence). E perché, per fare solo un esempio, vedendo questa celebre sequenza di Quei bravi ragazzi abbiamo provato repulsione, ma anche una sorta di “immorale attrazione”. Vi va di rivederla assieme?

 

 

È interessante ciò che ha dichiarato Scorsese a proposito della violenza perché restituisce il senso dell’essere umani. Niente moralismi inutili. Ma un punto di vista imparziale, sincero fino alla spietatezza:

«Sono ossessionato dalla domanda su ciò che siamo. E questo significa guardarci da vicino, guardare il bene e il male di noi. Possiamo nutrire il bene in modo che, ad un certo punto futuro nell’evoluzione del genere umano, la violenza, forse, cesserà di esistere? Comunque sia, per il momento, la violenza è qui. È qualcosa che facciamo. Mostrarlo è importante. Così non si fa l’errore di pensare che la violenza sia qualcosa che fanno altri, che fanno “le persone violente”. “Ovviamente io non potrei mai farlo”. E no: invece, in realtà, potresti».

In questi tempi bui, con la catastrofe umanitaria della Siria in corso, dovremmo riflettere anche sulla nostra violenza e smetterla di puntare il dito verso questo o quel nemico.

Del resto, da inizio gennaio, ci sono stati 116 femminicidi: in Italia, non in Afganistan.

 

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Sull'autore

Pietro Brancaccio

Laureato al DAMS (Discipline d’Arte, Musica e Spettacolo), scrive di arte e cultura perché – parafrasando Dostoevskij – è profondamente convinto che la bellezza salverà il mondo. È appassionato di viaggi, culture straniere e dei nuovi stili di vita che uniscono tecnologia avanzata e sapere arcaico della Natura.

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