Select Page

Tsundoku: L’arte (e il dilemma) di accumulare libri senza leggerli

by | 21 Mar 2025 | Cultura, Libri | 0 comments

Facebook X Hai mai comprato un libro con l’intenzione di leggerlo, ma poi lo hai lasciato sullo scaffale, magari accumulandone molti altri nello stesso modo? Se sì, allora hai sperimentato il fenomeno giapponese noto come tsundoku (積ん読), un termine che descrive l’abitudine di acquistare libri senza mai leggerli. L’origine della parola Il termine tsundoku nasce […]

Hai mai comprato un libro con l’intenzione di leggerlo, ma poi lo hai lasciato sullo scaffale, magari accumulandone molti altri nello stesso modo? Se sì, allora hai sperimentato il fenomeno giapponese noto come tsundoku (積ん読), un termine che descrive l’abitudine di acquistare libri senza mai leggerli.

L’origine della parola

Il termine tsundoku nasce in Giappone durante il periodo Meiji (1868-1912) ed è una combinazione di due parole:

• “Tsunde” (積んで), che significa “accumulare” o “impilare”.

• “Oku” (置く), che significa “lasciare lì” o “mettere da parte”.

Col tempo, il termine è diventato un’espressione ironica per indicare chi colleziona libri con entusiasmo, ma senza mai trovare il tempo (o la voglia) di leggerli.

Perché accumuliamo libri senza leggerli?

Lo tsundoku è un fenomeno che riguarda lettori di tutto il mondo, non solo in Giappone. Ci sono diverse ragioni per cui le persone tendono ad accumulare libri senza leggerli:

1. Il piacere dell’acquisto – Comprare un libro nuovo dà una sensazione di soddisfazione immediata, anche se poi non lo leggiamo subito.

2. L’illusione del tempo infinito – Pensiamo sempre di avere tempo per leggere in futuro, ma la vita quotidiana spesso ci distrae.

3. Il desiderio di conoscenza – Anche se non leggiamo subito un libro, averlo in casa ci fa sentire più vicini alla cultura e alla conoscenza che contiene.

4. Il fascino dell’oggetto libro – Molte persone amano collezionare libri non solo per il loro contenuto, ma anche per il loro valore estetico.

5. FOMO letteraria – La fear of missing out si applica anche alla lettura: vediamo un libro consigliato da tutti e lo compriamo per non sentirci esclusi, ma poi non troviamo il tempo di leggerlo.

Tsundoku: vizio o virtù?

Molti vedono lo tsundoku come un problema, un segno di procrastinazione o di consumismo eccessivo. Ma può anche essere interpretato in modo positivo:

• Una biblioteca personale sempre a disposizione – Anche se non leggi subito un libro, potresti averne bisogno in futuro, e averlo già a portata di mano è un vantaggio.

• Un segno di curiosità intellettuale – L’acquisto di libri dimostra interesse per la cultura e la conoscenza, anche se non tutto viene assimilato immediatamente.

• Un’opportunità di crescita – Prima o poi potrebbe arrivare il momento giusto per leggere quel libro che hai comprato anni fa.

Come gestire lo tsundoku:

Se hai una pila di libri non letti e vuoi evitare che cresca troppo, ecco alcuni consigli:

• Stabilisci un limite – Decidi di non acquistare nuovi libri finché non ne hai letti almeno un certo numero della tua collezione.

• Fai una selezione periodica – Ogni tanto rivedi i tuoi libri e dona quelli che sai che non leggerai mai.

• Dedica tempo alla lettura – Ritagliati momenti della giornata in cui leggere diventi una priorità.

• Alterna lettura e acquisto – Per ogni libro nuovo che compri, impegnati a leggerne almeno uno dalla tua pila di non letti.

Conclusione

Lo tsundoku non è necessariamente un vizio, ma piuttosto un’espressione del nostro amore per i libri. Se gestito con consapevolezza, può essere una passione arricchente piuttosto che una fonte di frustrazione. E tu? Hai una pila di libri non letti che aspetta pazientemente il suo momento?

<a href="https://sopralerighe.it/author/titti/" target="_self">Titti D'Abbraccio</a>

Titti D'Abbraccio

Titti D'Abbraccio presidentessa dell'associazione culturale Alterum.

Altro in Cultura,Libri

Spartaco: schiavi di ieri e di oggi

Spartaco: schiavi di ieri e di oggi

La mostra all’Ara Pacis sfrutta il nome del più famoso tra gli schiavi dell’antica Roma per parlare della schiavitù nel mondo antico e per denunciare paralleli tra l’antichità e oggi. Il Museo...

Pin It on Pinterest

Shares