
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
Una delle ville medicee dell’interland fiorentino, Villa La Quiete, ha aperto nell’estate 2016 le porte al pubblico, rivelando il suo tesoro di capolavori dell’arte fiorentina. Li racconta in mostra fino al 15 gennaio 2017.
I Medici amavano circondarsi di cose belle. E amavano rifugiarsi nel contado, anche poco distante dalla città, per godere della pace e dedicarsi all’ozio intellettuale. Nel quartiere di Castello, a Firenze, oggi ai margini della città, ma un tempo già in aperta campagna alle pendici del Monte Morello, si incontrano ben quattro ville medicee, altrettanti capolavori di architettura, arte, storia, con giardini all’italiana bellissimi e curatissimi. La villa di Castello, oggi sede dell’Accademia della Crusca, è nota per il suo giardino e la sua limonaia; la Villa della Petraia fu eretta a residenza da Vittorio Emanuele II nel periodo di Firenze capitale ed ha anch’essa un giardino all’italiana; Villa Corsini ospita una parte della collezione di antichità dei Medici ed ha anch’essa un giardino all’italiana; infine villa La Quiete, di proprietà dell’Università di Firenze, fu un convento femminile, ed ha anch’essa un giardino all’italiana, che non si può intuire dalla strada, protetto com’è da un alto muro che ne segna i confini.
Villa La Quiete fu convento femminile dal XVI secolo. Eleonora Ramirez de Montalvo istituì l’ordine delle Montalve, che in realtà era un istituto laico di educazione femminile delle figlie di buona famiglia di Firenze. Non solo, ma la villa fu dimora per un certo tempo dell’Elettrice Palatina, colei che segnò il passaggio dalla dinastia dei Medici a quella dei Lorena nella gestione di Firenze e alla quale si deve la salvaguardia delle collezioni d’arte e d’antichità medicee. Le Montalve avevano una sede anche in centro città, in via della Scala. Ma con l’Unità d’Italia tale istituto fu dismesso. Unica sede rimase allora quella di Villa La Quiete nella quale furono portate le opere d’arte di proprietà delle Montalve.
Una sala, il refettorio delle Montalve, ospita in un’atmosfera davvero suggestiva, 7 opere d’arte che arredavano altrettante chiese e possedimenti dell’ordine monastico da Firenze a Bagno a Ripoli. Se 9 vi sembran poche, resterete però sorpresi nel trovarvi davanti una Incoronazione della Vergine di Botticelli (e bottega), che con la sua schiera di santi e di personaggi splendidamente vestiti che fa da contorno alla scena principale vi accoglie in mostra.
Alcune opere di Rodolfo del Ghirlandaio, sempre a tema religioso, sono incentrate sul tema dello Sposalizio Mistico di Santa Caterina, nelle quali la santa riceve dalla mano del Bambin Gesù l’anello che simboleggia le nozze.
Un altro capolavoro è una pala d’altare dal bizzarro effetto 3d è Santa Maria Maddalena abbracciata alla croce di Cristo di Michele Tosini: è tutto dipinto, la Maddalena, la croce, il paesaggio retrostante; ma alla croce è applicato un crocifisso vero, di legno, e l’effetto scenografico è notevole.
Due postazioni touchscreen completano l’esposizione, raccontando i dettagli e la storia di ogni singola opera.
Villa La Quiete è visitabile al suo interno. Alcune sale sono aperte al pubblico e vi sono delle cose curiose, come la piccola farmacia, con tutti gli arbarelli per le erbe curative ed aromatiche.
La mostra Capolavori a Villa La Quiete è stato il primo passo verso la musealizzazione e apertura al pubblico della Villa. L’ingresso è gratuito ed aggiunge un nuovo capitolo all’arte di Firenze.
Photo Credits: www.villalaquietefirenze.it
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
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