
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
Anche questo mese torna la rubrica Ti Porto al Museo, per aiutarti a conoscere i musei statali del nostro bel paese in occassione della prima domenica ad ingresso gratuito.
#Tiportoalmuseo questo mese va a Venezia, per visitare il suo Museo Archeologico Nazionale. È stato il primo museo pubblico d’Europa. La collezione di antichità della famiglia Grimani, formatasi nel corso del Cinquecento e donata alla Repubblica di Venezia, si trova in Piazza San Marco, ed espone importanti capolavori dell’arte antica greca e romana.
Condivide l’accesso con il Museo Civico Correr, ma è una struttura nettamente distinta, con una storia e uno sviluppo totalmente diversi. Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia nasce verso la fine del Cinquecento, quando Giovanni Grimani decide di donare la sua preziosa collezione di antichità, costituita per la maggior parte da opere di scultura in marmo greca e romana, alla città. Lo Statuario Pubblico viene allestito nel palazzo delle Procuratie Nuove, in piazza San Marco, e dall’epoca non ha mai cambiato sede, ma solo, parzialmente, allestimento.
Il Museo Archeologico Nazionale di Venezia condivide l’accesso con il Museo Civico Correr. Un biglietto integrato consente di visitare infatti entrambi i musei, dei quali il Correr è Civico e dedicato alla storia di Venezia, e consente nel suo percorso di visitare gli appartamenti nei quali fu ospitata la principessa Sissi. In fondo al percorso museale si colloca il Museo Archeologico Nazionale: nessun grande ingresso, soltanto un totem ci dice che stiamo entrando in un’altra struttura museale. Anche il tipo di collezione ci suggerisce che siamo in un luogo diverso, tuttavia spesso il visitatore distratto non sa di essere in un altro museo.
Anche il Museo Archeologico Nazionale di Venezia è legato alla storia della città, ma in maniera diversa: racconta infatti di un particolare momento storico, l’Umanesimo e la diffusione della cultura classica che a Venezia ebbe forme peculiari rispetto al resto d’Italia. Se a Roma, infatti, e a Firenze, la riscoperta dell’Antico avvenne grazie al ritrovamento sottoterra di resti e sculture antiche di età romana, Venezia aveva un suo canale privilegiato, per via dei commerci marittimi, con la Grecia. Ecco che allora la collezione di antichità di Venezia è unica nel suo genere, perché vanta originali greci che nelle altre grandi collezioni italiane non si hanno.
Rilievo tratto dall’Ara Grimani, una delle principali opere della collezione di antichità del Museo Archelogico di Venezia
Il percorso si snoda attraverso alcune sale che espongono statue di divinità, busti e ritratti di imperatori romani, rilievi di epoca greca, statue anche piuttosto note come Ulisse e il Galata Morente. In quest’esposizione non mancano alcune soluzioni tecnologiche, come la saletta che consente di osservare in Realtà Aumentata la Capsella di Samagher, un prezioso cofanetto di IV secolo d.C. a tema religioso e con l’effigie dell’Imperatore Costantino. La collezione si completa con una sala dedicata agli Egizi, con una sezione dedicata alle monete e una dedicata ai vasi antichi, greci ed etruschi.
Attraversando la Biblioteca Marciana, si arriva alla fine nel cuore del museo, il suo nucleo originario: lo Statuario Pubblico, o almeno ciò che ne resta. Rispetto all’allestimento originario, che era un affastellarsi di statue, teste e busti disposti nelle nicchie della sala, alle pareti e sul pavimento, molto è stato modificato: alcune delle sculture, come il Ganimede rapito dall’Aquila, si trovano infatti oggi a Palazzo Grimani. Grazie a preziosi documenti d’archivio è stato però possibile ricostituire l’insieme almeno virtualmente.
Leda e il Cigno: statua in marmo di Leda e il Cigno, copia romana da un originale greco di età ellenistica.
Il progetto Meraviglie di Venezia, che interessa alcuni musei e monumenti del centro della città lagunare, coinvolge in prima persona il Museo Archeologico Nazionale di Venezia. Si tratta di un progetto di digitalizzazione di tutte le opere esposte al Museo, navigabili a 360°. A completamento del lavoro, è stato ricostituito virtualmente proprio lo Statuario Pubblico. Navigarlo via web consente un’esperienza straordinaria, ormai non più fattibile nella realtà, e molto efficace.
Photo Credits: MeravigliediVenezia
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