
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
Il 3 dicembre si è svolta la Giornata Internazionale delle persone con disabilità, istituita dall’ONU fin dal 1982. Negli ultimi anni la questione dell’accessibilità è diventata di primaria importanza anche per i musei.
Tutti hanno il diritto di visitare un museo o un’area archeologica. Sancito dalla Costituzione all’articolo 9 e ribadito variamente in diverse Convenzioni internazionali, come quella di Faro (Portogallo) del Consiglio d’Europa, sul diritto all’Eredità Culturale, il diritto ad accedere al proprio patrimonio culturale, a fruirne e a goderne è appannaggio di tutti i cittadini italiani. Compresi, naturalmente, i cittadini diversamente abili. Anche il Codice dei Beni Culturali e Paesaggio, la normativa su cui si basa tutta la gestione dei Beni Culturali in Italia, sottolinea all’art.6, dedicato alla valorizzazione, la necessità di realizzare opere, percorsi, funzioni, in modo da coinvolgere anche il pubblico diversamente abile nelle attività culturali.
Se il concetto è chiaro e scontato nella teoria, nella pratica solo in anni molto recenti si sta prestando davvero attenzione ai temi dell’accessibilità ampliata e del museo per tutti. In Italia esistono da anni realtà all’avanguardia nel campo delle disabilità, come il Museo Tattile Statale Omero di Ancona che, prendendo il nome dall’autore dell’Iliade e dell’Odissea, cieco secondo la tradizione, è mirato al pubblico ipo e non vedente: la sua collezione, assolutamente da toccare, è un percorso attraverso l’arte plastica e scultorea di tutti i tempi, con un apparato di spiegazioni in braille.
Il Museo Omero è unico nel suo genere tra i musei statali. Tuttavia l’interesse per il pubblico diversamente abile è cresciuto negli ultimi anni, fino a diventare per il MiBACT, Ministero per i Beni e le Attività Culturali, un target da raggiungere. Non a caso, dal 2006 i portatori di handicap possono accedere gratuitamente ai musei e aree archeologiche statali. Quest’anno poi, il 3 dicembre 2016 ha visto molti Luoghi della Cultura d’Italia protagonisti di iniziative particolari dedicate al pubblico ad accessibilità limitata. Da Nord a Sud, lo slogan “Un giorno all’anno tutto l’anno” è la bandiera per visite guidate speciali, anche in lingua dei segni, percorsi tattili e sensoriali, mostre, giornate di studio e conferenze. Sul sito web del MiBACT è consultabile l’elenco dei Luoghi della Cultura che aderiscono all’iniziativa.
Oltre alle iniziative di un giorno, vi è chi investe in accessibilità ampliata, cioè per tutti, tutto l’anno: è il Parco Archeologico di Pompei, che il 2 dicembre 2016, alla presenza del ministro Franceschini, ha inaugurato il percorso “Pompei per tutti”, lungo 3 km all’interno del parco, con lo scopo di aiutare il pubblico a mobilità ridotta a percorrere ugualmente le antiche vie della città e di entrare negli antichi edifici pubblici e privati. I lavori, realizzati nell’ambito del “Grande Progetto Pompei”, hanno creato un percorso sostenibile, integrato con le strutture archeologiche, non invasivo e assolutamente congeniale al pubblico diversamente abile. D’ora in avanti a Pompei il pubblico diversamente abile può accedere ai monumenti più importanti della città antica.
foto: un tratto del nuovo percorso del progetto “Pompei per tutti”Credits: ufficio stampa Mibact
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
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