
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
Anche Firenze ha il suo festival del libro: è Firenze Libro Aperto, tre giorni dedicati alla letteratura, all’editoria e alla comunicazione, che si svolgeranno dal 17 al 19 febbraio alla Fortezza Da Basso.
Tre giorni dedicati alla lettura. Tre giorni in compagnia di grandi autori, Joe Lansdale, Mauro Corona, Marco Vichi, Claudio Lucarelli, Paolo Crepet, Andrea De Carlo. Tre giorni di happy hour letterari, di incontri con le case editrici e di scoperta di autori spesso sconosciuti, ma non per questo meno degni di essere letti. La bellezza di questi festival è proprio scovare autori nuovi e ancora non noti al grande pubblico.
Il Festival del libro di Firenze ha tra i suoi obiettivi il coinvolgimento attivo della piccola e media editoria in sinergia con la grande editoria, perché si creino interazioni proficue tra tutte le componenti del processo editoriale. In Italia, infatti, accanto ai mostri sacri dell’editoria, esiste una pletora di piccole e medie case editrici che, con il loro carico di autori pubblicati, arricchiscono notevolmente il panorama della produzione letteraria italiana. Una produzione che però spesso rimane sommersa e che in questo festival diviene invece centrale.
“Le parole non bastano più?”: questo lo slogan provocatorio dell’evento, che vuole porre l’attenzione sulla “comunicazione interrotta” ravvisabile in ogni livello di rapporto umano, razziale, sociale. Si parla di rapporti umani, di informazioni false spacciate per vere, di difficoltà ad approcciare, a fidarsi, ad interagire col prossimo, di assenza di sincerità nelle affermazioni e di conseguente impossibilità di fidarsi. Una situazione sociale che è disagio, e che nel mondo dell’editoria si riflette nella paura di osare da parte delle case editrici, e nella massificazione dei gusti del lettore, che ha sempre meno possibilità di scegliere liberamente come formare il proprio gusto personale.
Il padiglione Spadolini all’interno della Fortezza da Basso è il grande spazio nel quale si disporranno gli stand di librerie e case editrici: le une accanto alle altre si troveranno i grandi gruppi editoriali e le case indipendenti. Inoltre, alcune sale ospiteranno tanti incontri, eventi, discussioni sui temi caldi dell’editoria, della scrittura, dei generi letterari, e poi presentazioni di libri e incontri con l’autore. Il programma, davvero ricchissimo, è consultabile alla pagina web del Festival.
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
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