
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
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Ha inaugurato a Firenze la mostra Bill Viola Rinascimento Elettronico, dedicata al grande maestro della VideoArte contemporanea. Con questa esposizione Palazzo Strozzi apre nuovamente al contemporaneo, dopo aver ospitato fino a pochissimo tempo fa la mostra Libero di Ai WeiWei
Dal 10 marzo al 23 luglio Firenze si tinge nuovamente di contemporaneo. Se fino a poche settimane fa era stato l’artista cinese Ai Wei Wei a dominare Palazzo Strozzi (soprattutto la sua facciata, con l’installazione “Reframe” nella quale i canotti rossi coprivano le finestre del piano nobile del Palazzo), da ora per i prossimi mesi ad un altro grande maestro, Bill Viola, tocca il non semplice compito di appassionare il pubblico italiano (e non solo) al contemporaneo. La mostra Rinascimento Elettronico, curata dal direttore di Palazzo Strozzi, Arturo Galansino, è una rassegna che vuole da un lato ripercorrere la carriera dell’artista, segnata dall’unione tra ricerca tecnologica e riflessione estetica, andando dalle prime sperimentazioni video degli anni Settanta fino alle installazioni più recenti, che sono per il pubblico esperienze sensoriali di immersione tra spazio, immagine e suono; dall’altro vuole far dialogare l’artista con il passato artistico della città. Antico, o meglio Rinascimento, e contemporaneo dunque si incontrano: Bill Viola si confronta con capolavori di alcuni maestri del passato che gli sono stati negli anni fonte di ispirazione. Così nelle sale di Palazzo Strozzi le installazioni di Viola dialogano con cinque grandi artisti del Rinascimento: Pontormo, Masolino da Panicale , Paolo Uccello e Lukas Cranach.
Così Emergence, 2002, (Retroproiezione video a colori ad alta definizione su schermo montato a parete in una stanza buia) dialoga con il Cristo in pietà di Masolino da Panicale (1424), affresco staccato dal Museo della Collegiata di Sant’Andrea di Empoli; Man Searching for Immortality/Woman Searching for Eternity, 2013, (Installazione video costituita da un dittico di video a colori ad alta definizione proiettato su grandi lastre di granito nero disposte in verticale contro una parete) dialoga con Adamo ed Eva di Lukas Cranach (1528) dalle Gallerie degli Uffizi di Firenze; The Deluge (Going Forth By Day), 2002, (installazione video-audio con video a colori ad alta definizione proiettato su una parete in una stanza buia; audio stereofonico e subwoofer) dialoga con Il diluvio universale e la recessione delle acque di Paolo Uccello, 1439-1440, affresco strappato dal Chiostro Verde di Santa Maria Novella, Museo di Santa Maria Novella.
La mostra, dice il curatore Arturo Galansino, vuole evocare sia l’arte del passato, in particolare quella fiorentina che è stata ispirazione e punto di riferimento dell’artista, che la componente tecnologica, elemento centrale nella pratica dell’arte delle immagini in movimento. Attraversare la quarantennale carriera di Bill Viola significa anche osservare decenni di sviluppi tecnici, dagli “archeologici” monitor anni Settanta agli schermi al plasma, in un crescendo di produzioni sempre più ambiziose, dalle riprese in diretta dalla quotidianità agli effetti speciali e alle scenografie hollywoodiane.
Statunitense di nascita, classe 1951, è stato il pioniere della videoarte. Nelle sue opere, egli indaga l’umanità in tutte le sue manifestazioni: persone, volti, corpi, nascita, morte, conoscenza. Per farlo indaga vari tipi di fonti filosofiche, spirituali, religiose, e poi artistiche orientali e occidentali. Nelle sue opere, sempre fortemente simboliche, l’uomo si confronta con le forze e le energie dirompenti e insondabili della natura. Con la mostra di Palazzo Strozzi, Bill Viola celebra il suo ritorno a Firenze: sì, perché negli anni ’70, proprio agli inizi della sua carriera nella videoarte, l’artista visse e lavorò qui come direttore tecnico di art/tapes/22, centro di produzione e documentazione del video fondato e diretto da Maria Gloria Bicocchi.
La mostra Rinascimento Elettronico non si limita agli spazi espositivi del piano nobile di Palazzo Strozzi e della Strozzina, ma si spande in città. In particolare è nata una collaborazione con l’Opera di Santa Maria del Fiore, per cui grazie ad un biglietto congiunto sarà possibile visitare la mostra di Palazzo Strozzi insieme al Battistero di San Giovanni e al Museo dell’Opera del Duomo. Qui saranno esposti i video Observance (2002) e Acceptance (2008): due celebri opere di Bill Viola dedicate ai temi del dolore e della sofferenza in cui si esalta la riflessione sull’umanità e sul senso religioso nel mondo contemporaneo, che sono messe in dialogo con due simboli del museo fiorentino: la Maddalena penitente di Donatello e la Pietà Bandini di Michelangelo.
Photo Credits: PalazzoStrozzi.it
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