
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
A San Giorgio a Cremano nel 1953 nasceva Massimo Troisi, uno dei più grandi e amati artisti italiani, e proprio nella città dova ha avuto i natali si tiene un mostra evento per ricordarlo.
La mostra si svolge a Villa Bruno e a curare l’esposizione è il fratello Luigi, presidente dell’Associazione A Casa di Massimo.
La mostra è stata inaugurata all’ex Goethe Cafè il 4 giugno, anniversario della sua scomparsa, e sarà aperta fino all’11 giugno. Nel catalogo della mostra sono presenti decine di fotografie inedite, disegni, quadri e vignette che ritraggono Massimo Troisi, la sua vita privata e la sua carriera.
Una carrellata inedita che ci consentirà di conoscere e celebrare i mille volti dell’attore e regista.
L’evento è patricinato dall’amministrazione comunale e dal sindaco Giorgio Zinno, che ha dichiarato: “Vogliamo ricordare Massimo Troisi, con un evento sobrio ma sentito. Nell’anniversario della sua scomparsa abbiamo pensato di aprire a tutti un luogo dove fossero raccolte le sue immagini, con quelle espressioni uniche che hanno caratterizzato la sua carriera e il suo personaggio. Sarà un silenzioso pellegrinaggio ma costellato non di lacrime, bensì di sorrisi, proprio come lui avrebbe voluto”.
In occasione della mostra sarà possibile entrare nella “Casa di Massimo Troisi”, adiacente al Goethe Cafè, che il Comune ha dato all’associazione per ricrearvi l’abitazione di Troisi. All’interno sono esposti i suoi arredi, i suoi strumenti musicali, i suoi giochi, la borsa e le divise di calcio, la bicicletta del film “Il postino”, i ciak, i premi e gran parte degli oggetti che sono appartenuti all’artista.
Tutto questo è un’ulteriore testimonianza dell’amore che il pubblico prova ancora per il grande Massimo Troisi!
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
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