
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
Da alcune settimane un team di archeologi sta scavando in un quartiere della città antica di Paestum. Sotto la direzione del direttore Gabriel Zuchtriegel, al di sotto delle case romane vengono in luce strutture più antiche di età greca.
Sbaglia chi pensa che in Italia sia stato già tutto scoperto. Gli archeologi si pongono sempre nuove domande per ricostruire il nostro passato più antico, e anche quando sembra di saper tutto, la voglia di capire qualcosa di più vince e fa venir voglia di scavare ancora. Così a Paestum, in un angolo della città romana, un quartiere anticamente destinato a scopo residenziale, si è deciso di aprire un saggio di approfondimento, per capire cosa vi fosse prima.
Siamo vicino al cardine massimo, dunque in una posizione centrale della città romana, anche se decentrata rispetto all’ampiezza dell’area archeologica. Comunque, qui vicino si trovava la piazza principale della città, il Foro, poco più in là l’Heroon, la tomba dell’eroe fondatore di Paestum. Il cardine massimo attraversa la città nel senso della lunghezza. Ci troviamo più o meno a metà strada tra il Tempio greco di Cerere e i due templi greci di Nettuno (in realtà dedicato ad Apollo) e della cosiddetta Basilica, dedicata in realtà alla dea Hera.
Per il visitatore che passeggia lungo il basolato romano, attratto dai templi che vede avanti a sé, questo settore della città non riserva alcun interesse: del quartiere abitativo romano, poco spettacolare, restano pochi muretti alti neanche 1 m da terra. Per gli archeologi invece di interesse ne ha tantissimo. Infatti qui il saggio di approfondimento realizzato all’interno di una casa romana sta scendendo in profondità rivelando, strato dopo strato, una storia molto antica. Lo scopo infatti è capire come fosse organizzata la città greca al momento in cui furono costruiti i templi, di V e VI secolo a.C.: nell’area archeologica infatti oggi vediamo insieme i monumenti di età greca gli edifici di età romana che hanno distrutto e coperto la città precedente. Attraverso gli scavi, allora,
Informazioni sugli scavi, che tra l’altro sono sponsorizzati dal pastificio Antonio Amato, vengono fornite spesso e volentieri grazie a interviste lampo alla responsabile degli scavi, Francesca Luongo, e al direttore Zuchtriegel, video e brevi note anche attraverso i social network: il modo migliore per informare in tempo reale; non solo, gli scavi sono alla vista dei visitatori del parco archeologico, che possono vedere gli archeologi in azione.
Le indagini stanno effettivamente restituendo importanti dati sulla città preromana, coeva alla costruzione dei templi: una casa, forse un palazzo a vedere la consistenza dei suoi muri in blocchi di pietra; al suo interno è stato rinvenuto, tra gli altri, un frammento di vaso attico, di produzione ateniese, di V secolo a.C., con raffigurato il dio Hermes: una scoperta, questa, che fornisce importanti informazioni sul tenore di vita degli abitanti dell’edificio, che avevano contatti commerciali con il Mediterraneo.
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
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