
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
Gli Uffizi raccontano in una mostra gratuita l’importante lavoro dei Carabinieri del Nucleo Tutela del Patrimonio Culturale per la salvaguardia e il recupero delle opere d’arte rubate, sottratte e a rischio di distruzione del nostro patrimonio italiano.
Il Patrimonio culturale appartiene a tutti noi. L’espressione della nostra arte e le testimonianze della nostra storia costituiscono la nostra eredità culturale, la nostra identità culturale. Si tratta di un bene talmente prezioso da far sì che alla difesa del Patrimonio Culturale sia dedicato un corpo speciale dei Carabinieri. I quali fin dal 1969 lavorano alacremente, svolgono indagini, sventano furti e distruzioni, scoprono mercati internazionali e illeciti di traffici di beni culturali.
La partenza della mostra è shockante: vediamo ciò che resta del dipinto Concerto, di Bartolomeo Sivieri, distrutto nella notte del 27 maggio 1993 dalla bomba di via de’ Gergofili: vale più di mille spiegazioni vedere ciò che resta di questo dipinto sfregiato, simbolo di una violenza cieca che non solo uccise vite umane, ma che colpì l’Italia nel profondo, fin nella sua identità culturale.
La mostra prosegue con il precursore dei Carabinieri del Nucleo Tutela Patrimonio Culturale: Rodolfo Siviero, fiorentino, che all’indomani della II Guerra Mondiale si adoperò per il recupero delle tantissime opere d’arte trafugate dai Nazisti durante il Conflitto. Durante la II Guerra Mondiale per la prima volta a livello internazionale si intese la necessità di salvaguardare le opere d’arte dagli attacchi di guerra; ciononostante molti danni furono perpetrati all’arte delle varie nazioni europee, non solo l’Italia, ma finalmente si diffuse una sensibilità nei confronti dei beni culturali, finalmente visti come un valore dell’umanità. Tra i recuperi di Rodolfo Siviero è in mostra la tela Pigmalione e Galatea di Bronzino.
Da quando il Nucleo Tutela dei Carabinieri ha visto la luce, molte imprese sono state portate a buon fine, molte indagini hanno condotto alla scoperta di traffici illeciti internazionali di opere d’arte e di antichità, destinate ad oscuri collezionisti o a grandi istituzioni museali internazionali che spesso, in passato, hanno acquistato senza preoccuparsi della provenienza illecita degli oggetti.
In mostra sono sia opere di pittura che sculture e vasi antichi. Alcune opere sono autentici capolavori dell’arte antica e rinascimentale: l’hydria del Pittore di Micali, con la rappresentazione del mito di Dioniso che trasforma in delfini i pirati che l’hanno rapito (restituito dal Toledo Museum of Arts, Ohio), oppure il cratere con la rappresentazione del Ratto di Europa del Pittore Assteas (rientrato da Los Angeles nel 2005), o ancora la scultura della Triade Capitolina, rinvenuta nel corso di scavi clandestini presso Guidonia Montecelio, unica nel suo genere e fortunatamente recuperata; si parla di ritrovamenti e restituzioni “storiche”, come le opere di Piero della Francesca e di Raffaello sottratte a Urbino nel 1975, recuperate dopo un anno e restituite alla città: un video di RaiTeche mostra l’orgoglio e l’entusiasmo della popolazione, che si sentì davvero coinvolta nella vicenda.
Tra le altre opere esposte merita un cenno la collezione di gioielli, Oreficerie Castellani, rubata nel 2013 al Museo di Villa Giulia a Roma, su commissione di una signora russa la quale, dopo aver visitato il museo, decise che voleva proprio quei gioielli. Le indagini si risolsero in tempi abbastanza brevi e la refurtiva fu recuperata: un altro bel risultato dei Carabinieri del Nucleo Tutela dei Beni Culturali.
“La tutela tricolore. I custodi dell’identità culturale” è visitabile agli Uffizi gratuitamente fino al 14 febbraio 2017 nella nuova ala espositiva voluta dal direttore Eike Shmidt. Questa è proprio la mostra che inaugura il nuovo spazio dedicato alle mostre temporanee degli Uffizi.
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
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