
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
“La notte in cui gli animali parlano” è un romanzo che racconta di chi si porta il Sud dentro. Ne parliamo con l’autore, Sante Roperto…
Partiamo dal titolo del romanzo. Perché “La notte in cui gli animali parlano”?
Da tempo desideravo scrivere di una società, quella contadina, che ci ha preceduto e di cui tutti noi siamo figli o nipoti. Siamo cresciuti secondo quei valori e quelle tradizioni a cui il titolo richiama. “La notte in cui gli animali parlano” è, secondo la tradizione popolare di alcune regioni del Sud, una particolare notte dell’anno, quella dell’Epifania, in cui gli animali sono dotati del dono della parola. E in quella notte magica preannunciano il futuro.
Matteo e suo nonno Alessandro sono due protagonisti del romanzo. Qual è lo scarto generazionale tra i due e quale il filo rosso che li lega?
Lo scarto è ampio, perché Alessandro è figlio di una generazione che a vent’anni era sul fronte africano o russo a combattere l’ultima guerra corpo a corpo della storia. Oggi la guerra è tecnologica. Matteo invece vive ai giorni d’oggi ed è figlio di una generazione più moderna e più fortunata. A legarli è il filo conduttore del libro: l’amore. Verso una donna, come verso il paese natale o verso la famiglia.
Nel romanzo aleggia la percezione di un tempo perduto, di occasioni sfumate… Cos’è per lei il rimpianto?
Il rimpianto deve essere qualcosa a cui ripensare con nostalgia, ma con una consapevolezza che deve essere costruttiva. Per intenderci, non deve servire a vivere con la testa e lo sguardo rivolti dietro, solo al passato e a quello che è stato o poteva essere. Nel romanzo i protagonisti si trovano di fronte a questa analisi e si rendono conto di avere ancora tempo per fare alcune considerazioni o scelte. Per cui, secondo me, quello col passato deve essere un rapporto positivo, vissuto come un sentimento di slancio verso il futuro.
Quanto il Sud, la Calabria in questo caso, influisce sulle vite dei protagonisti?
Molto. Il romanzo inizia con un viaggio e l’ambiente del paese è una grande metafora del ritorno alle origini. Cesare Pavese diceva che “Un paese vuol dire non essere soli, sapere che nella gente, nelle piante, nella terra c’è qualcosa di tuo, che anche quando non ci sei resta ad aspettarti”.
[irp posts=”2471″ name=”La memoria del fuoco, il romanzo denuncia di Lidia Vignola”]
Per il suo romanzo d’esordio ha scelto di privilegiare il formato dell’e-book ed un canale di distribuzione importante come Amazon. Cosa è cambiato con la digitalizzazione dell’editoria? E quali fini può raggiungere la letteratura al di là del puro entertainment verso cui sembra attualmente orientata?
Amazon è, nell’editoria e non solo, la piattaforma più importante al mondo. Nel 2016 oltre il 40% di libri dell’editoria tradizionale è stato venduto su Amazon. Il mio libro è presente come ebook, ma anche con il POD (print-on-demand), ovvero la versione cartacea sempre disponibile che elimina, anche per le grandi case editrici, il problema dei resi e della pronta disponibilità. Credo che la letteratura possa raggiungere molti fini: rimane puro intrattenimento, ma essendo il libro la tecnologia più resistente della storia conserva un significato sociale e culturale molto forte.
Ci salutiamo con un’ultima domanda. Cosa consiglierebbe ad un giovane che vuole intraprendere la carriera letteraria?
Di leggere e apprendere soprattutto dai classici e di esercitarsi a scrivere più tempo possibile. Se poi si pensa che il proprio racconto o romanzo sia da pubblicare, consiglio un’esperienza come la mia con una casa editrice digitale (come la goWare) che abbia competenza, professionalità e strumenti per seguirti.
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
Se avete letto la prima parte del mio racconto , sapete già che Villa Campolieto è uno dei luoghi più affascinanti del Miglio d’Oro: un viaggio tra storia, arte e paesaggio che lascia il segno.
Sapevi che a pochi passi dagli Scavi di Ercolano si nasconde una delle ville più belle del Miglio d’Oro? Villa Campolieto è un capolavoro che merita una visita. Scopri con me la sua bellezza e come raggiungerla in questa prima parte del mio racconto.
A volte basta un piccolo spunto – come quello offerto dal romanzo "I demoni di Pausilypon" – per accendere la curiosità e riscoprire luoghi che sembrano appartenere a un’altra epoca. Il libro è...
Ci sono scrittori che raccontano storie. E poi c’è Pino Imperatore, che con la sua penna brillante e il suo spirito partenopeo ha saputo creare un vero e proprio universo narrativo dove l’ironia si...
Vincenza Alfano è una scrittrice e giornalista napoletana che da anni racconta storie intense e profondamente umane. Oltre a essere autrice di romanzi e racconti, è anche docente di scrittura...
Hai mai comprato un libro con l’intenzione di leggerlo, ma poi lo hai lasciato sullo scaffale, magari accumulandone molti altri nello stesso modo? Se sì, allora hai sperimentato il fenomeno...
Quando un’amica pubblica un nuovo libro, l’emozione è doppia: da un lato la gioia di vederla ancora una volta trasformare parole in magia, dall’altro il privilegio di scoprire storie che, in un...
Il Carnevale in Campania è molto più di una semplice festa: è un intreccio di tradizioni antiche, teatro popolare e riti simbolici che celebrano il ciclo della vita e della morte con toni ora...