
Distopie reali: quando la narrativa anticipa il futuro
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
Da pochi giorni su tutti i media è stata diffusa la notizia secondo cui Wikileaks avrebbe centrato un altro colpo ai danni della CIA, cuore dell’Intelligence americana. Secondo le notizie riportate dai più autorevoli media, Wikileaks avrebbe rubato e diffuso la prova secondo cui la CIA riuscirebbe a spiare la popolazione attraverso l’utilizzo di dispositivi elettronici come televisori, smartphone, elettrodomestici e persino giocattoli. Questi file sarebbero la prova schiacciante che dimostrerebbe come la CIA possa avere occhi e orecchi ovunque nel mondo.
Dal comunicato diramato da Wikileaks si legge come gli hacker sotto le dipendenze della CIA abbiano attaccato illegalmente numerosi manager di industrie multinazionali, membri del Congresso americano e anche l’account Twitter del Presidente Trump. Sempre secondo il comunicato di Wikileaks, la CIA avrebbe perso il controllo di questo “arsenale da spionaggio” in grado di dare le chiavi di accesso al globo intero e che, essendo per l’appunto fuori dal controllo dell’intelligence, potrebbe finire in mani sbagliate e causare enormi danni e conseguenze negative.
Per adesso è noto che la CIA abbia creato un programma in grado di registrare e inviare conversazioni da smart TV e altri device simili collegabili a Internet, direttamente al quartier generale. Questo programma si chiama Weeping Angel e sarebbe in grado di entrare e controllare anche i sistemi di automobili e mezzi pesanti. Il “no-comment” della CIA è al tempo stesso emblematico e inquietante, se pensi che solo due settimane fa, un caso anomalo e simile a queste vicende è stato reso noto in Germania. Si tratta del caso della bambola Cayla, giocattolo per bambini in grado di registrare messaggi vocali, rispondere a domande e collegarsi a internet. Questa bambola interattiva è stata oggetto di polemica da parte dell’agenzia tedesca garante per le telecomunicazioni che ne ha vietato la vendita e ha intimato i possessori della bambola di disattivarla togliendo le batterie. Classificata come “strumento illegale di spionaggio”, questa bambola ha destato molte preoccupazioni in Germania, dove è venduta e diffusa dalla Vivid Toy Group e prodotta dalla Genesis Toy.
Non è la prima volta che queste due aziende vengono coinvolte in polemiche di questo tipo perché le prime risalgono addirittura al 2015, quando erano emersi i medesimi problemi di sicurezza per i quali, in assenza di qualsiasi password di accesso e tramite la connessione a Internet, questa bambola potrebbe facilmente essere hackerata e registrare qualsiasi conversazione, a partire da quelle dei bambini che sono soliti parlare con le loro bambole. Anche un anno fa, il gruppo Vivid Toy era stato oggetto di polemiche per le stesse ragioni ma direttamente dagli Stati Uniti, dove un altro giocattolo, il robot intelligente i-que sarebbe in grado di spiare silenziosamente le abitudini di chi lo utilizza. E se la tutela della privacy dei bambini desta preoccupazione, sappi che questa è solo la punta dell’iceberg di un’innumerevole rassegna di denunce, esposti e pubbliche ammende contro lo spionaggio privato attraverso dispositivi elettronici di largo consumo, come anche i televisori.
Anche questa notizia è molto recente e risale ai primi giorni di febbraio. Il gruppo Vizio, produttore di smartTV, ha dovuto pagare una multa di più di 2 milioni di dollari per aver spiato segretamente i suoi consumatori per ben tre anni, rivendendo le loro reazioni a società terze che hanno usufruito di questa mole di informazioni per mettere a punto tecniche di vendita più efficaci e radicate nell’inconscio dei consumatori. La denuncia è stata resa nota dalla Federal Trade Commission lo scorso sei febbraio. L’accusa è stata proprio quella di aver utilizzato ben 11 milioni di televisori su cui erano stati precedentemente installati dei software in grado di raccogliere e archiviare le reazioni dei consumatori (divisi per età e genere) dinanzi a determinati contenuti della TV. Dopo la multa pagata, la Vizio si impegnerà a sottoporre ai propri consumatori una delibera da firmare per autorizzare la registrazione e la vendita a terzi di determinate informazioni. Una risoluzione troppo leggera ed effimera se si considera la gravità di quanto fatto. Non solo Vizio, ma anche Microsoft, Samsung e LG sono colpevoli di trarre dai propri prodotti numerose informazioni sui consumatori di cui gli stessi non sono a conoscenza. A volte lo fanno tramite la firma inconsapevole di minuscole clausole vessatorie, altre volte ciò accade senza esplicito o implicito consenso e per scopi pubblicitari.
Smart tv spenta
Ciò che infastidisce di questa situazione è la scarsa preoccupazione del consumatore dinanzi queste faccende, mista a un certo grado di scetticismo e ad accuse di complottismo. La tecnologia attuale è talmente evoluta che è sicuramente impossibile per tutti comprenderne i meccanismi e i funzionamenti. Ciò che andrebbe approfondito, dal punto di vista del consumatore, è quale sia l’utilizzo finale di determinate informazioni estorte con il silenzio della modalità fake-off, la stessa utilizzata dalla CIA per le proprie operazioni di spionaggio internazionale. Questa modalità fa credere all’utilizzatore di un device che questo sia spento, mentre in realtà il dispositivo è perfettamente in funzione e sta registrando. Le preoccupazioni in merito a operazioni di spionaggio di questo tipo fanno sempre parte di un aspetto secondario delle nostre vite, di cui non ci interessiamo molto. Non è un caso se questo tipo di attenzioni non sia vissuto con preoccupazione dalle persone comuni, mentre per altri nomi noti la questione diventi scottante. Sarà forse per questo che Mark Zuckerberg compare in una foto scattata dal suo ufficio dove si nota che la fotocamera del suo PC è stata coperta con del nastro isolante?
C’erano una volta dei libri che leggevamo come fantasie oscure, visioni esagerate di futuri impossibili. Oggi, invece, quelle pagine sembrano cronaca. Spaventosa, lucida, quasi profetica.
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